Medici no-vax, il Quirinale frena la maggioranza: stop all’emendamento sul reintegro. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha spinto la maggioranza a fermare l’emendamento che consentiva la reiscrizione all’Albo per i medici radiati durante la pandemia per motivi NO-Vax.
Il dibattito politico rimane acceso, toccando temi come la salute pubblica, l’autonomia degli Ordini professionali e la gestione dell’emergenza Covid-19. Si è fermato l’emendamento proposto da Fratelli d’Italia nel disegno di legge per le professioni sanitarie, che avrebbe permesso ai medici radiati di richiedere la reiscrizione all’Albo. Secondo fonti parlamentari, il cambiamento di direzione è dovuto al forte richiamo del Quirinale, che ha espresso preoccupazioni sul metodo e sul merito della proposta. La maggioranza ha quindi deciso di non esaminare l’emendamento, evitando conflitti con la Presidenza della Repubblica. Nonostante l’assenza di comunicazioni ufficiali, le notizie indicano che il Colle ha avanzato rilievi di carattere costituzionale e ordinamentale.

  • la protezione della salute pubblica, garantita dall’articolo 32 della Costituzione;
  • il rispetto del metodo scientifico, sottolineato dal Presidente Mattarella durante l’emergenza pandemica;
  • garantire la coerenza dell’ordinamento professionale, evitando di mettere in discussione i provvedimenti disciplinari degli Ordini dei Medici.
  • L’emendamento è stato escluso dal calendario della Commissione Affari Sociali della Camera. All’interno della maggioranza si stanno valutando soluzioni alternative o, probabilmente, il definitivo accantonamento della proposta. La Presidenza della Repubblica ha confermato il suo ruolo di garanzia sulla conformità costituzionale delle norme. Il congelamento dell’emendamento è stato ben accolto da molte società scientifiche e rappresentanti del mondo sanitario, come la Società Italiana di Medicina Interna (SIMI), che ha espresso contrarietà alla proposta, temendo che il reintegro automatico dei professionisti radiati minasse la fiducia dei cittadini. La sospensione non chiude il dibattito politico, ma lascia aperto il confronto sulle responsabilità e la gestione disciplinare durante l’emergenza Covid-19. Tuttavia, il segnale dal Quirinale sembra aver messo in pausa la proposta di modifica normativa, rinviando iniziative legislative a una fase successiva.

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